Sud Africa

per andare oltre quello che vedi nei documentari

19/03/1997 - 19/04/1997

con la scusa di andare a trovare un amico, ho organizzato questo viaggio. la molla: andare a vedere tutte quelle meraviglie che non ti mostrano nei documentari (o che, peggio, vedi solo di sfuggita e ti salta il cuore in gola)
 
i miei compagni di scoperta per i primi venti giorni sono Stefano Martin e Anabela Bibiana Contin
 
la prima tappa è il parco nazionale Kruger e le piccole e variopinte sorprese non si fanno mancare
 
in otto giorni in giro per il Kruger, senza troppo stancare i miei compagni di viaggio, riesco a fotografare (con le dispositive ...) più di 150 specie diverse di uccelli
 
il fascino del classico in un'atmosfera quasi irreale
 
siamo un po' fuori stagione per il turismo di massa, che arriva in estate quando tutto è brullo: le pozze di abbeverata non funzionano da catalizzatore di scene di caccia, ma la vegetazione ci appaga di una atmosfera che i più non godono
 
io controllo di qua e tu controlla dall'altra parte
 
sono molti gli incontro ravvicinati ... anche perchè la vegetazione è un muro inpenetrabile da ambo i lati della strada, o li vedi vicini vicini o non li puoi vedere
 
"Sud Africa: il mondo in un solo paese" recita un messaggio per attirarti a fare un viaggio qui. e ci credo, per girarlo un po' abbiamo fatto 10 mila chilometri in un mese!
 
specie rare in un ambiente raro: una beccaccia di mare fotografata all'incontro fra i due oceani
 
il Capo di Buona Speranza, punto classico per una foto ricordo, andava doppiato con la barca a vela ...
 
dopo venti giorni salutiamo Stefano e recuperiamo Lorenzo Serra (mr. Adu) per spostarci da Città del Capo su verso il deserto del Kalahari
 
covoni all'incontrario: il gigantesco nido dei passeri sociali ... quella volta che piove e si inzuppa, fa crollare i pali e causa una interruzione della linea
 
alla sera ci sono un paio di ore magiche di luci rade e incontri emozionanti. poi il sole sparisce in fretta e viene buio, veramente buio
 
un cobra ha predato un geco, è sulla strada e fa un certo effetto fotografarlo dalla macchina. arriva un'auto e il serpente si allontana salendo su di un cespuglio con l'agilità di una scimmia
 
aspettando l'ultimo tramonto e l'ultima stellata prima di tornare verso Città del Capo e poi a casa.
 
 
 
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