Norvegia

alla ricerca della perla dell'artico

04/07/2000 - 27/07/2000

con Adriano De Faveri
 
la curiosità di vivere e scoprire strani miti, che, se non senti, difficilmente puoi capire: il sole di mezzanotte, il circolo polare artico, i morsi di migliaia di zanzare ...
 
la sorpresa di trovarsi di fronte a spettacoli da Caraibi ... fuori posto, con altre temperature
 
animali confidenti e specie da noi inusuali come la Sterna codalunga (Sterna paradisaea)
 
enormi e aggressivi Stercorari maggiori (Stercorarius skua)
 
le scogliere a picco sono impressionanti per le colonie di uccelli marini, con altissimi numeri di uccelli nidificanti. le Pulcinella di mare (Fratercula arctica) affascinano per lo sguardo, il becco multicolore e il portamento da buffo pinguino, con queste piccole ali che sembra non debbano farcela
 
vi sono animali che ti riportano indietro nel tempo... i Buoi muschiati (Bos taurus) sembrano usciti dalle pitture rupestri, ti illudi di avere di fronte animali pacifici, ma possono caricare e fare molto male
 
 
l'Alce (Alces alces) è un animale che avevo totalmente ignorato nel documentarmi per questo viaggio. si è rivelata una sorpresa molto gradita, con attimi emozionanti come il gioco al nascondino delle due foto qui sopra, e con momenti di incredulità nell'ammirarlo muoversi (enorme "cavallo") senza alcun rumore di rami rotti nel sottobosco
 
l'Aquila di mare (Haliaaetus albicilla) te la trovi sulla testa nei posti più impensati ... e se vai dove ha appena banchettato un gruppetto di 3 - 4 uccelli puoi avere la fortuna di trovare delle enormi penne sul terreno
 
una incredibile azzuffata per una pulcinella di mare: queste due aquile di mare si sono avvitate in cielo, scendendo in verticale fino quasi a schiantarsi al suolo, una scena indelebile nel fondo dei miei occhi
 
 
le betulle si mostrano nella delicatezza del semplice contrasto con le felci, o di forme scherzose modellate dal vento e dalla neve
 
un viaggio comporta consultazioni, variazioni, decisioni e anche la voglia di documentare per immagini, per frasi, per ricordi, per check-list di uccelli, per poi rivivere nel rileggere, nel riguardare
 
ma l'obiettivo era il Piviere tortolino (Charadrius morinellus), la nostra specie: studiata, osservata, inanellata per anni sulle nostre amate Dolomiti. la curiosità di sapere e sentire da dove vengono i nostri uccelli, la voglia di incontrarli nel loro ambiente, dove nasce il mito
 
alle volte per trovare quello che stai cercando, è necessario abbandonare la ricerca e lasciarsi guidare dal caso o dall'istinto (che spesso agiscono mano nella mano)
 
in due differenti località abbiamo trovato, a poca distanza e in sequenza, un maschio con le uova, un maschio con i pulcini piccoli e un maschio con i pulcini sviluppati ma non ancora volanti ...
 
... sicuramente sono i tre maschi di una stessa femmina che fa un bel lavoro: si diverte col maschio scelto, depone le uova e torna a divertirsi con un altro ... lasciando a covare il compagno (l'inverso della regola che seguono quasi tutti gli altri uccelli)
 
il portamento è sempe quello, impettito, sia da piccoli che da grandi. poi, quando arrivano sulle nostre montagne, con il genitore o in brigata, mostrano spesso lo stesso atteggiamento
 
il viaggio inizia e si conclude qui, a poche centinaia di metri da dove avevamo piantato la tenda, ignari della sacralità del luogo, dove il piviere tortolino ci ha permesso di imparare il suo segreto
 
 
 
 
 
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