Eliseo Strinella Veronica Strinella Rita Iorio Dino Iorio
Matilde Ricciotti Antonella Esposito Lorella Esposito Doriana Esposito
Gianluca Esposito Carlo Iorio Alisia Iorio Lucia Gialloreti
Annarita Ricciotti Maurizio Cattani Vincenzo Cattani Annalisa Cattani
Gianluca Strinella Maria Paola Strinella Federico Strinella Matteo Strinella
Agnese Strinella Chiara Strinella Rita Visioni Senia Bucci
Carlo Carnicelli Roberto Carnicelli Pasqualino Carnicelli Ornella Carnicelli
Giardino Antonio      

 

Domenica delle Palme. Splendida giornata di sole. La primavera sembra esplodere in tutta la sua bellezza. Alle 23.30 circa, una forte scossa ci fa sospirare con apprensione. Ormai è dall'inizio di dicembre che conviviamo con il terremoto giorno e notte. Ci guardiamo attoniti non sapendo cosa fare. La paura ci fa compagnia. Le autorità continuano a dire che non c'è pericolo, bisogna stare tranquilli e non farsi prendere dal panico. E' notte. Fuori è buio e freddo. Ci fidiamo ed andiamo a dormire. Anche ora mentre scrivo mi è difficile e penoso ripensare a quello che è successo. Solo quando passi attraverso gli eventi ti rendi conto di quello che significano davvero, dell'impatto emotivo che hanno su di te e di quello che ti lasciano e che ti porti dentro per sempre. Così ci addormentiamo con la speranza nel cuore. Verso le 3.30 si scatena l'inferno. Un forte boato indescrivibile. Il letto sobbalza, si muove da ogni parte. Nel buio un rumore di pareti che si sbriciolano, calcinacci e polvere sul viso. La casa è talmente scossa che sembra cedere da ogni parte. Scappiamo, nel buio, con un terrore talmente grande da gelare il sangue. Ci urliamo di correre fuori. Gridiamo i nomi cari con la paura di non senitre risposta. Un odore di mattoni, di calce, un odore forte che avvolge ogni cosa. I mobili si spostano, si aprono e tutto cade a terra in frantumi. Qualche mobile viene sbattuto sul pavimento trascinandosi dietro tutto ciò che trova. In 30 secondi tutta la tua vita viene distrutta. Tutte le tue certezze, le tue sicurezze, i punti fermi non ci sono più. In quella casa c'è tutto di te: i tuoi ricordi, le tue speranze, i tuoi sogni. Eppure quando finalmente sei fuori pensi solo a telefonare al resto della famiglia che vive altrove e preghi, con le lacrime agli occhi, che siano vivi. Noi siamo fortunati. Molti sono morti. Molti hanno perso persone care. Dovunque macerie e sfacelo. Grida e lacrime. Quanto dolore, quanta sofferenza! I luoghi a noi cari distrutti, la nostra città ed interi paesi annientati. Quando guardi questi eventi dalla televisione ti rammarichi per quelle persone che stanno subendo eventi così gravosi ma poi comunque la tua vita continua. Il tuo lavoro, i bimbi a scuola, la spesa, i vari impegni. Ma quando la vivi in prima persona e tutto questo ti viene tolto non sai più neanche che pensare. Ci rifugiamo su un terreno intorno alla casa di due care persone: Dino e Tilde. La prima notte la passiamo in macchina. Fa freddo ed è umido. La macchina si muove per le continue scosse. Ci sentiamo persi, impauriti. I nostri occhi si fanno grandi e fissano il vuoto. Una grande croce si innalza davanti a noi. Nella notte qualcuno prega, qualcuno chiede al Signore il perchè di tutto questo e qualcun altro è arrabbiato con Lui. La luce dell'alba illumina le case in lontananza. Le lacrime scendono copiose pensando alla distruzione, alle persone morte ed a quelle che sotto le macerie stanno vivendo un incubo raggelante. Noi siamo fortunati. I nostri amici si sono trasformati in angeli arrivati in nostro aiuto. Il pensiero di poter dormire in tenda, su una brandina, con il sacco a pelo ci ridà forza. In questi casi poter far fronte alle necessità primarie è una fortuna che non tutti hanno. Ma questi angeli non sanno che oltre a darci una "nuova casa" ci danno il calore della loro amicizia, il loro affetto. Ed è questo il dono più grande. Questi angeli non ci lasciano soli e con loro tanti altri che non conoscendoci ci sono vicini. Dire grazie è poco, non rende il sentimento di riconoscenza ed affetto che proviamo ma non conosciamo altra parola. Ed allora grazie, grazie per esserci, grazie per essere così come siete: degli angeli che vegliano su di noi.

Da: Dino e Tilde; Rita, Eliseo e Veronica; Roberto e Carla; Ornella, Carlo e Pasqualino; Carlo, Doriano, Edoardo e Alisia; nonna Fernanda; Annarita, Annalisa e Vincenzo; Maurizio e Lorella; Antonella, Lucia e Gianluca; Alberico; Renzo e Sofia; Federico, Rita, Chiara, Matteo e Agnese; Sonia e Fulvio; Mery e Gianluca.

Un grazie di tutto cuore a questi angeli che ci sono accanto!

GRAZIE